Franco De Vita "Straniero" paroles

Straniero

Tu che partisti una mattinanelle tasche la paura,un indirizzo e poila nave per la veritàChiuso dentro il tuo paltòun bacio per Angelica.

Tu che lasciavi tutto quellocredendo che fosse solo un sognoe una lacrima sul viso di chiti ha amato tanto.

Con la valigia di cartonecome tanti altri pieno di illusionee la speranza che poi si ritornerà.

Tu che partisti con il ventotu che quasi morivi dentrotu che non hai dato mai una sola lacrimavedendo scomparire le mani che salutavano.

Tu che tanto hai faticatopoche notti hai risposatoe ogni giorno poi sognavi di tornarementre lentamente si appassiva il fiore.

Tu che sognavi di tornaretu che sognavi di comprareuna bella villa con piscina,l'ultimo Mercedes-Benzed un vestito su misuraAngelica probabilmente che aspettava...

Tu che partisti con il ventotu che quasi morivi dentrotu che non hai dato mai una sola lacrimavedendo scomparire le mani che salutavano.

Stranierotutta la vita come unostranierocon quell'accento proprio da straniero

E quel giorno tanto desideratofinalmente arrivòtornasti senza previo avvisoalla tua terra amatacon le mani denunciandoti la vita.

Tua madre che vedeva appenain una mattinata alienanessuno poi ti riconobbe a prima vista.Bambini che gridavano e lo chiamavanostranieroe ti domandasti allora"Ma qual è la mia patria?"Lo straniero, no, non avrà mai una patria...

E tu che partisti con il ventoadesso sì morendo dentropiangendo dentro tutto quello che non hai mai piantovedendo scomparire ciò che amavi tanto.

Stranierotutta la vita come unostranierocon quell'accento proprio dastranierotutta la vita tu saraistranierocon quell'accento proprio dastraniero

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