Georges Moustaki "Declaration" testo

Traduzione in:it

Declaration

Je déclare l’état de bonheur permanentEt le droit de chacun à tous les privilèges.Je dis que la souffrance est chose sacrilègeQuand il y a pour tous des roses et du pain blanc.

Je conteste la légitimité des guerres,La justice qui tue et la mort qui punit,Les consciences qui dorment au fond de leur lit,La civilisation au bras des mercenaires.

Je regarde mourir ce siècle vieillissant.Un monde différent renaîtra de ses cendresMais il ne suffit plus simplement de l’attendre :Je l’ai trop attendu. Je le veux à présent.

Que ma femme soit belle à chaque heure du jourSans avoir à se dissimuler sous le fardEt qu’il ne soit plus dit de remettre à plus tardL’envie que j’ai d’elle et de lui faire l’amour.

Que nos fils soient des hommes, non pas des adultesEt qu’ils soient ce que nous voulions être jadis.Que nous soyons frères camarades et complicesAu lieu d’être deux générations qui s’insultent.

Que nos pères puissent enfin s’émanciperEt qu’ils prennent le temps de caresser leur femmeAprès toute une vie de sueur et de larmesEt des entre-deux-guerres qui n’étaient pas la paix.

Je déclare l’état de bonheur permanentSans que ce soit des mots avec de la musique,Sans attendre que viennent les temps messianiques,Sans que ce soit voté dans aucun parlement.

Je dis que, désormais, nous serons responsables.Nous ne rendrons de compte à personne et à rienEt nous transformerons le hasard en destin,Seuls à bord et sans maître et sans dieu et sans diable.

Et si tu veux venir, passe la passerelle.Il y a de la place pour tous et pour chacunMais il nous reste à faire encore du cheminPour aller voir briller une étoile nouvelle.

Dichiarazione

Dichiaro lo stato di felicità permanenteEd il diritto di ciascuno a tutti i privilegi.Dico che la sofferenza è delittoQuando ci sono per tutti delle rose e del pane bianco.

Contesto la legittimità delle guerre,La giustizia che uccide e la morte che punisce,Le coscienze che dormono in fondo ai loro letti,La civiltà al braccio dei mercenari.

Guardo morire questo secolo in corso di invecchiamento.Un mondo differente rinascerà delle sue ceneriMa non basta più semplicemente aspettarlo :L’ho aspettato troppo. Lo voglio ora.

Che la mia donna sia bella ad ogni ora del giornoSenza avere a nascondersi sotto il truccoE che non sia detto più di rimettere a più tardiLa voglia che ho di lei a più tardi e di farle l’amore.

Che i nostri figli siano degli uomini, non degli adultiE che siano ciò che volevamo essere.Che siamo fratelli compagni e complicial posto d’essere due generazioni che si insultano.

Che i nostri padri possano emanciparsi infineE che prendano il tempo di accarezzare la loro donnaDopo tutta una vita di sudore e di lacrimeE delle tra-due-guerre che non erano in pace.

Dichiaro lo stato di felicità permanentesenza che siano delle parole con la musica,Senza aspettare che vengono i tempi messianici,senza che questo sia votato in nessuno parlamento.

Dico che, oramai, saremo responsabili.Non renderemo di conto a nessuno ed a nienteE trasformeremo il caso in destino,Solo a bordo e senza maestro e senza dio e senza diavolo.

E se vuoi venire, passa la passerella.C’è del posto per tutti e per ciascunoMa ci resta da fare ancora stradaPer andare a vedere brillare una nuova stella .

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